Il capodanno a Roma - Speciale Capodanno Roma 2010 - Discoteca a Capodanno - Aperitivo Roma - Capodanno a Roma

 

ROMA Curiosità e Tradizioni

 

Locali di Ostia

 

 

Capodanno a Roma in discoteca

 

Capodanno a Roma in Villa

I primi insediamenti nella zona della futura città di Roma sorsero sul colle Palatino intorno al X secolo a.C. (ma le prime tracce archeologiche risalgono almeno al XIV secolo), mentre successivamente vennero occupati anche i colli Esquilino e Quirinale.

La data ufficiale fu fissata da Marco Terenzio Varrone, secondo il quale la città era stata fondata da Romolo e Remo il 21 aprile del 753 a.C.. Altre fonti riportano tuttavia date diverse: Quinto Ennio, poeta latino del III-II secolo a.C., nei suoi Annales colloca la fondazione nell'875, lo storico greco Timeo di Tauromenio (IV-III sec. a.C.) nel'814 (contemporaneamente, quindi, alla fondazione di Cartagine), Fabio Pittore (III a.C.) all'anno 748 e Lucio Cincio Alimento nel 729.

All'età repubblicana risale la fondazione di diversi edifici pubblici e templi, soprattutto nell'area del Foro Romano, dei quali sono rimaste conservate le versioni architettoniche successive. Sempre in quegli anni si tracciano le prime strade consolari e i rispettivi ponti sul Tevere, e i primi acquedotti.

Nascono contemporaneamente i modelli architettonici della basilica civile e dell'arco onorario. Per la prima volta viene applicata la tecnica edilizia del cementizio, che consentirà all'architettura romana di avere un suo originale sviluppo, e inizia l'importazione del marmo come ornamento degli edifici. Il primo tempio interamente in marmo, fortemente influenzato dalle forme greche, è il tempio rotondo del Foro Boario.

I personaggi che conquistano grande prestigio personale e si contendono il potere iniziano a sviluppare progetti urbanistici di respiro sempre più ampio, a partire dai grandi portici della zona del Circo Flaminio, al Tabularium di Silla, che tuttora fa da sfondo al Foro Romano verso il Campidoglio, insieme al restauro del tempio capitolino. Pompeo lascia la sua testimonianza nella città con la costruzione di un grande teatro in muratura. Giulio Cesare crea una nuova piazza a suo nome, il Foro di Cesare, e contemporaneamente si dedica al restauro della Curia, sede del Senato.

I primi edifici di culto cristiani della città furono soprattutto luoghi di riunione e centri comunitari organizzati in case private (domus ecclesiae e tituli), che prendevano il nome dal primitivo proprietario, in seguito spesso identificato con il santo titolare. Altri luoghi di culto e centri di sepoltura si trovavano fuori dalle mura, ugualmente presso terreni privati, senza che si distinguessero esteriormente da quelli pagani.

Fino alla fine del V secolo si continuarono inoltre a restaurare nella città gli edifici pubblici e i templi pagani, ad opera della potente aristocrazia senatoriale, rimasta in gran parte legata alle tradizioni pagane.

Le trasformazioni in chiese di alcuni degli antichi tituli e le nuove costruzioni venivano finanziate da papi e presbiteri o da ricchi privati cristiani, inglobando spesso le case più antiche, e con la scelta di luoghi più vicini al centro cittadino. Il papa esercitava forse sin dall'inizio una qualche forma di controllo e solo a partire dalla metà del V secolo l'erezione di nuove chiese divenne una sua prerogativa. Sorsero così le chiese dei Santi Giovanni e Paolo, di San Vitale, di San Marco, di San Lorenzo in Damaso, di Sant'Anastasia, di Santa Sabina, di San Pietro in Vincoli, di San Clemente, di Santo Stefano Rotondo.

La posizione decentrata della cattedrale di San Giovanni in Laterano, che si andava accentuando in seguito all'inizio dello spopolamento della città, fece sì che numerose altre chiese cittadine fossero dotate di battisteri, che si aggiungevano al costantiniano Battistero Lateranense.

A Roma, come in altre città della penisola, si avvertiva il desiderio di una maggiore autonomia e le grandi famiglie del passato erano progressivamente rimpiazzate da nuove, mentre acquisivano ricchezza e importanza i nuovi ceti che si occupavano di artigianato e commercio. La popolazione, sulla base probabilmente di una suddivisione cittadina risalente all'impero bizantino, doveva già essere organizzata in rioni, ciascuno con la propria milizia e rappresentati dai propri stendardi nelle cerimonie.

Le spinte autonomistiche cittadine portarono alla renovatio Senati, ossia al rinnovamento dell'antica istituzione del Senato, ricreato dal popolo romano nel 1143, in opposizione al potere del papa, delle gerarchie ecclesiastiche e delle grandi famiglie. La nuova assemblea si componeva di 56 membri (forse 4 per ogni rione cittadino). Il nuovo organismo, cercò di ritagliarsi un ruolo nella contesa tra papato e impero, ma era privo di un effettivo potere. Arnaldo da Brescia venne a Roma nel 1145 per sostenere il libero comune. La predicazione di Arnaldo per una comunità politicamente autonoma ed antipapale lo fece colpire dalla scomunica (1148), ma godendo del favore popolare, non fu mai perseguitato. Fallita l'esperienza del libero comune, Arnaldo ed i suoi numerosi seguaci, detti arnaldisti, mirarono alla rinascita imperiale di Roma e si volsero a Federico Barbarossa per convincerlo a scendere su Roma ed instaurarvi un potere laico opposto a quello del papa. Nel 1152 il papa riconobbe il Comune, ma non poté godere a lungo della pace perché morì di lì a poco.

Nel 1871, la città che i Savoia scelsero per capitale d'Italia era ben lontana dal possedere le qualità di una capitale europea. Storia, arte, ruderi e tradizioni popolari a volontà - ma nessuna traccia di borghesia liberale, una nobiltà bigotta e ignorante, un clero fossilizzato che viveva delle rendite dei beni ecclesiastici, un popolo abbandonato e misero (quello stesso al quale il Belli aveva eretto il monumento dei suoi Sonetti) - meno di 250mila abitanti analfabeti al 70%, malaria e briganti che spadroneggiavano subito fuori Porta San Paolo, niente industrie nel senso moderno del termine.

In trent'anni, fino al 1900, la popolazione raddoppiò, insieme con la città costruita. Non si può negare che il nuovo regno d'Italia investisse su Roma (non senza speculare, e in questo le classi proprietarie cittadine non furono seconde a nessuno). Ma il nuovo ruolo di capitale, con il primato politico e istituzionale che ne conseguì, diede nuova spinta alla città, permettendo a Roma di entrare nella civiltà moderna e tornare a crescere socialmente, demograficamente ed economicamente.

La capitale dell'Italia fascista e imperiale (1922-1945)
Roma fu protagonista dell'ascesa del fascismo e della sua presa del potere quando, il 28 ottobre 1922, su di essa marciarono le milizie fasciste partite da Napoli: era la marcia su Roma, in seguito alla quale Mussolini fu convocato dal Re Vittorio Emanuele III per diventare il nuovo capo del Governo. Dopo i primi anni alquanto travagliati, che videro il ritiro sull'Aventino dei parlamentari dissenzienti col fascismo, Mussolini riuscì a consolidare il potere instaurando la dittatura.

Tra le decisioni di rilievo prese da Mussolini ci fu la soluzione dell'annosa questione cattolica che si protraeva sin dal 1870. Nel 1929 Stato e Chiesa stipularono i Patti Lateranensi, con cui l'Italia cedeva al Papa il territorio del Vaticano: tornava così ad esistere lo stato pontificio. Per inaugurare la riconciliazione tra Stato e Chiesa, il Duce del Fascismo fece costruire la Via della Conciliazione, che tuttavia causò la parziale demolizione di un quartiere medievale. Altri interventi di rilievo sull'assetto urbanistico furono il tracciamento della Via dell'Impero (oggi via dei Fori Imperiali), che distrusse alcuni importanti fori romani di epoca imperiale; poi la costruzione delle linee metropolitane; e il complesso sportivo del foro Mussolini (oggi Foro Italico). Sia nell'estetica come nella retorica, il fascismo si proponeva di rinnovare i fasti dell'antica Roma. Tali opere infatti avevano la funzione di dare gloria al fascismo e a Mussolini il quale, dopo il successo ottenuto nella guerra coloniale contro l'Etiopia, nel 1936 venne acclamato come colui che aveva riportato l'Impero sui colli fatali di Roma.

Sin dal suo insediamento al potere, Mussolini aveva fatto di Palazzo Venezia, situato nel cuore di Roma e quindi idealmente nel cuore dell'Italia, la propria sede, dalla quale era solito pronunciare i suoi discorsi affacciandosi sul balcone adiacente Piazza Venezia. Fu da questo balcone che il 10 giugno 1940 annunciò l'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale. I primi anni del conflitto furono per Roma di relativa tranquillità; in questo periodo venne attuata la bonifica delle paludi pontine che infestavano il basso Lazio, e si potè così procedere alla costruzione di un nuovo quartiere romano, terminato nel 1942 e chiamato EUR (acronimo che significa Esposizione Universale Roma 1942). L'architettura dell'Eur, di tipo razionalisitco e con denominazioni delle vie dal sapore futuristico, doveva non solo dare lustro al fascismo e alla capitale dell'Impero, ma anche avvicinare Roma al mare. Lo sbocco di Roma sul mare infatti avrebbe dovuto inaugurare dell'epoca della Terza Roma: una nuova Urbe, dopo quella degli antichi romani e quella dei papi. Ma questi progetti furono accantonati per il sopraggiungere delle sconfitte in guerra, e della caduta del fascismo.

Roma venne generalmente risparmiata dai bombardamenti degli Alleati per la presenza della Chiesa cattolica sul suo suolo; ma il 19 luglio 1943 venne duramente colpito il quartiere San Lorenzo. Destò impressione l'immagine del papa Pio XII, sceso in strada per dare soccorso, con la tonaca bianca insanguinata. Dopo l'8 settembre 1943 Roma subì l'occupazione delle truppe tedesche, ma venne comunque liberata molto prima rispetto alle altre città del nord-Italia.


La Roma di oggi riflette le stratificazioni delle epoche della sua lunga storia, ma è anche una grande e moderna metropoli. Il vasto centro storico contiene molti resti dell'antica Roma, poche aree hanno resti medievali, ci sono molti tesori artistici dal Rinascimento, molte chiese e palazzi barocchi, come molti esempi di Art Nouveau, Neoclassico, Modernismo, Razionalismo e altri stili artistici del XIX e XX secolo; la città si può considerare una sorta di enciclopedia vivente degli ultimi 3000 anni di arte occidentale.

Il centro storico si identifica con i limiti delle antiche mura imperiali. Alcune aree vennero riorganizzate dopo l'unificazione (1880-1910, Roma Umbertina), e alcune aggiunte e adattamenti furono effettuati durante il periodo fascista, con la creazione di Via dei Fori Imperiali e Via della Conciliazione di fronte al Vaticano (per la costruzione della quale larga parte del Borgo adiacente fu distrutto); e la fondazione di nuovi quartieri (tra i quali Eur, costruito in vista dell'Esposizione Universale del 1942), San Basilio, Garbatella, Cinecittà, Trullo, Quarticciolo, e, sulla costa, la ristrutturazione di Ostia) e l'inclusione di villaggi confinanti (Labaro, Osteria del Curato, Quarto Miglio, Capannelle, Pisana, Torrevecchia, Ottavia, Casalotti). Ciò ha determinato un'estensione verso sud-est, lungo le vie Tiburtina, Prenestina, Casilina, Appia Nuova. La città ha superato il corso dell'Aniene da una parte e dall'altra si è spinta verso il mare, a nord-ovest ha inglobato Monte Mario. Queste espansioni erano necessarie ad affrontare la grande crescita della popolazione dovuta alla centralizzazione dello stato italiano.

Durante la seconda guerra mondiale, Roma ha sofferto dei pesanti bombardamenti (notevolmente a San Lorenzo) e di battaglie (Porta San Paolo, La Storta) e venne considerata una "città aperta". Comunque, a Roma fu risparmiata la completa distruzione accaduta a Berlino o Varsavia. Roma cadde nelle mani degli Alleati il 4 giugno 1944 (stesso giorno dell'Eccidio della Storta).

Dopo la guerra, Roma continuò ad espandersi a causa della crescente amministrazione e industria italiana, con la creazione di nuovi quartieri e sobborghi e l'assetto urbanistico dato per merito dell'Istituto Autonomo Case Popolari (progettisti l'ing. Massimo Piacentini per lo IACP e l'arch. Gustavo Giovagnini) alla Garbatella: ultima coerente sistemazione urbanistica della città di Roma. La corrente popolazione è ufficialmente attorno ai 2,8 milioni, ma nei giorni lavorativi si stima che superi i 3,5 milioni. È una crescita notevole rispetto al passato, in quanto gli abitanti erano 138.000 nel 1825, 244.000 nel 1871, 692.000 nel 1921 e 1.600.000 nel 1961. Tutto attorno alla città si è creata una rete di quartieri periferici in continua espansione, che hanno creato una serie di problemi sociali ed economici.

Roma ospitò le Olimpiadi del 1960, usando molti siti antichi come Villa Borghese e le Terme di Caracalla come sedi. Per i giochi olimpici vennero create nuove strutture, come il grande Stadio Olimpico (che in seguito fu ancora rinnovato e allargato per ospitare le qualificazioni e la finale della Coppa del Mondo di calcio del 1990 della FIFA), il Villaggio Olimpico (creato per ospitare gli atleti e trasformato dopo i giochi in un quartiere residenziale).

Molti monumenti di Roma vennero ristrutturati dallo stato italiano e dal Vaticano per il Giubileo del 2000.

Essendo la capitale dell'Italia, Roma ospita tutte le principali istituzioni della nazione, come la Presidenza della Repubblica, il Governo e i Ministeri, il Parlamento, le principali Corti Giudiziarie, e le delegazioni diplomatiche di tutte le nazioni per gli stati d'Italia e Città del Vaticano (curiosamente, Roma ospita, nella parte italiana del suo territorio, l'ambasciata italiana di Città del Vaticano, unico caso di un'ambasciata entro il confine del suo stesso paese). Molte istituzioni internazionali hanno sede a Roma. Istituzioni culturali, di scienza o umanitarie come ad esempio la FAO.

Oggi Roma è una delle più importanti destinazioni turistiche del mondo, a causa del suo immenso patrimonio archeologico e dei tesori artistici, come per le sue tradizioni uniche, e la bellezza delle sue viste e delle ville. Tra le sue risorse più interessanti, ci sono musei in abbondanza (Musei Capitolini, Musei del Vaticano, Galleria Borghese, e molti altri), chiese, costruzioni storiche, monumenti e rovine del Foro Romano e delle Catacombe.

Tra le centinaia di Chiese, Roma ospita le cinque principali basiliche della Chiesa Cattolica: San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le mura, Santa Maria Maggiore, San Lorenzo fuori le mura e San Giovanni in Laterano, sede della diocesi di Roma e centro spirituale dell'intera Chiesa Cattolica. Il Vescovo di Roma è il Papa, coadiuvato da un vicario (normalmente un cardinale) per la sua attività pastorale.

 


Eventi di Roma - Gli eventi e le feste della capitale

Capodanno Roma - Capodanno a Roma - Notte di Capodanno - Capodanno in Discoteca - Capodanno in Villa - Discoteche a Roma - Discoteche a Ostia - Halloween - San Valentino - Capodanno - a - Roma