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ROMA Curiosità e Tradizioni
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Capodanno a Roma in discoteca
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Capodanno a Roma in Villa
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I primi
insediamenti nella zona della futura città di Roma sorsero sul colle
Palatino intorno al X secolo a.C. (ma le prime tracce archeologiche
risalgono almeno al XIV secolo), mentre successivamente vennero
occupati anche i colli Esquilino e Quirinale.
La data ufficiale fu fissata da Marco Terenzio Varrone, secondo il
quale la città era stata fondata da Romolo e Remo il 21 aprile del
753 a.C.. Altre fonti riportano tuttavia date diverse: Quinto Ennio,
poeta latino del III-II secolo a.C., nei suoi Annales colloca la
fondazione nell'875, lo storico greco Timeo di Tauromenio (IV-III
sec. a.C.) nel'814 (contemporaneamente, quindi, alla fondazione di
Cartagine), Fabio Pittore (III a.C.) all'anno 748 e Lucio Cincio
Alimento nel 729.
All'età repubblicana risale la fondazione di diversi edifici
pubblici e templi, soprattutto nell'area del Foro Romano, dei quali
sono rimaste conservate le versioni architettoniche successive.
Sempre in quegli anni si tracciano le prime strade consolari e i
rispettivi ponti sul Tevere, e i primi acquedotti.
Nascono contemporaneamente i modelli architettonici della basilica
civile e dell'arco onorario. Per la prima volta viene applicata la
tecnica edilizia del cementizio, che consentirà all'architettura
romana di avere un suo originale sviluppo, e inizia l'importazione
del marmo come ornamento degli edifici. Il primo tempio interamente
in marmo, fortemente influenzato dalle forme greche, è il tempio
rotondo del Foro Boario.
I personaggi che conquistano grande prestigio personale e si
contendono il potere iniziano a sviluppare progetti urbanistici di
respiro sempre più ampio, a partire dai grandi portici della zona
del Circo Flaminio, al Tabularium di Silla, che tuttora fa da sfondo
al Foro Romano verso il Campidoglio, insieme al restauro del tempio
capitolino. Pompeo lascia la sua testimonianza nella città con la
costruzione di un grande teatro in muratura. Giulio Cesare crea una
nuova piazza a suo nome, il Foro di Cesare, e contemporaneamente si
dedica al restauro della Curia, sede del Senato.
I primi edifici di culto cristiani della città furono soprattutto
luoghi di riunione e centri comunitari organizzati in case private (domus
ecclesiae e tituli), che prendevano il nome dal primitivo
proprietario, in seguito spesso identificato con il santo titolare.
Altri luoghi di culto e centri di sepoltura si trovavano fuori dalle
mura, ugualmente presso terreni privati, senza che si distinguessero
esteriormente da quelli pagani.
Fino alla fine del V secolo si continuarono inoltre a restaurare
nella città gli edifici pubblici e i templi pagani, ad opera della
potente aristocrazia senatoriale, rimasta in gran parte legata alle
tradizioni pagane.
Le trasformazioni in chiese di alcuni degli antichi tituli e le
nuove costruzioni venivano finanziate da papi e presbiteri o da
ricchi privati cristiani, inglobando spesso le case più antiche, e
con la scelta di luoghi più vicini al centro cittadino. Il papa
esercitava forse sin dall'inizio una qualche forma di controllo e
solo a partire dalla metà del V secolo l'erezione di nuove chiese
divenne una sua prerogativa. Sorsero così le chiese dei Santi
Giovanni e Paolo, di San Vitale, di San Marco, di San Lorenzo in
Damaso, di Sant'Anastasia, di Santa Sabina, di San Pietro in
Vincoli, di San Clemente, di Santo Stefano Rotondo.
La posizione decentrata della cattedrale di San Giovanni in Laterano,
che si andava accentuando in seguito all'inizio dello spopolamento
della città, fece sì che numerose altre chiese cittadine fossero
dotate di battisteri, che si aggiungevano al costantiniano
Battistero Lateranense.
A Roma, come in altre città della penisola, si avvertiva il
desiderio di una maggiore autonomia e le grandi famiglie del passato
erano progressivamente rimpiazzate da nuove, mentre acquisivano
ricchezza e importanza i nuovi ceti che si occupavano di artigianato
e commercio. La popolazione, sulla base probabilmente di una
suddivisione cittadina risalente all'impero bizantino, doveva già
essere organizzata in rioni, ciascuno con la propria milizia e
rappresentati dai propri stendardi nelle cerimonie.
Le spinte autonomistiche cittadine portarono alla renovatio Senati,
ossia al rinnovamento dell'antica istituzione del Senato, ricreato
dal popolo romano nel 1143, in opposizione al potere del papa, delle
gerarchie ecclesiastiche e delle grandi famiglie. La nuova assemblea
si componeva di 56 membri (forse 4 per ogni rione cittadino). Il
nuovo organismo, cercò di ritagliarsi un ruolo nella contesa tra
papato e impero, ma era privo di un effettivo potere. Arnaldo da
Brescia venne a Roma nel 1145 per sostenere il libero comune. La
predicazione di Arnaldo per una comunità politicamente autonoma ed
antipapale lo fece colpire dalla scomunica (1148), ma godendo del
favore popolare, non fu mai perseguitato. Fallita l'esperienza del
libero comune, Arnaldo ed i suoi numerosi seguaci, detti arnaldisti,
mirarono alla rinascita imperiale di Roma e si volsero a Federico
Barbarossa per convincerlo a scendere su Roma ed instaurarvi un
potere laico opposto a quello del papa. Nel 1152 il papa riconobbe
il Comune, ma non poté godere a lungo della pace perché morì di lì a
poco.
Nel 1871, la città che i Savoia scelsero per capitale d'Italia era
ben lontana dal possedere le qualità di una capitale europea.
Storia, arte, ruderi e tradizioni popolari a volontà - ma nessuna
traccia di borghesia liberale, una nobiltà bigotta e ignorante, un
clero fossilizzato che viveva delle rendite dei beni ecclesiastici,
un popolo abbandonato e misero (quello stesso al quale il Belli
aveva eretto il monumento dei suoi Sonetti) - meno di 250mila
abitanti analfabeti al 70%, malaria e briganti che spadroneggiavano
subito fuori Porta San Paolo, niente industrie nel senso moderno del
termine.
In trent'anni, fino al 1900, la popolazione raddoppiò, insieme con
la città costruita. Non si può negare che il nuovo regno d'Italia
investisse su Roma (non senza speculare, e in questo le classi
proprietarie cittadine non furono seconde a nessuno). Ma il nuovo
ruolo di capitale, con il primato politico e istituzionale che ne
conseguì, diede nuova spinta alla città, permettendo a Roma di
entrare nella civiltà moderna e tornare a crescere socialmente,
demograficamente ed economicamente.
La capitale dell'Italia fascista e imperiale (1922-1945)
Roma fu protagonista dell'ascesa del fascismo e della sua presa del
potere quando, il 28 ottobre 1922, su di essa marciarono le milizie
fasciste partite da Napoli: era la marcia su Roma, in seguito alla
quale Mussolini fu convocato dal Re Vittorio Emanuele III per
diventare il nuovo capo del Governo. Dopo i primi anni alquanto
travagliati, che videro il ritiro sull'Aventino dei parlamentari
dissenzienti col fascismo, Mussolini riuscì a consolidare il potere
instaurando la dittatura.
Tra le decisioni di rilievo prese da Mussolini ci fu la soluzione
dell'annosa questione cattolica che si protraeva sin dal 1870. Nel
1929 Stato e Chiesa stipularono i Patti Lateranensi, con cui
l'Italia cedeva al Papa il territorio del Vaticano: tornava così ad
esistere lo stato pontificio. Per inaugurare la riconciliazione tra
Stato e Chiesa, il Duce del Fascismo fece costruire la Via della
Conciliazione, che tuttavia causò la parziale demolizione di un
quartiere medievale. Altri interventi di rilievo sull'assetto
urbanistico furono il tracciamento della Via dell'Impero (oggi via
dei Fori Imperiali), che distrusse alcuni importanti fori romani di
epoca imperiale; poi la costruzione delle linee metropolitane; e il
complesso sportivo del foro Mussolini (oggi Foro Italico). Sia
nell'estetica come nella retorica, il fascismo si proponeva di
rinnovare i fasti dell'antica Roma. Tali opere infatti avevano la
funzione di dare gloria al fascismo e a Mussolini il quale, dopo il
successo ottenuto nella guerra coloniale contro l'Etiopia, nel 1936
venne acclamato come colui che aveva riportato l'Impero sui colli
fatali di Roma.
Sin dal suo insediamento al potere, Mussolini aveva fatto di Palazzo
Venezia, situato nel cuore di Roma e quindi idealmente nel cuore
dell'Italia, la propria sede, dalla quale era solito pronunciare i
suoi discorsi affacciandosi sul balcone adiacente Piazza Venezia. Fu
da questo balcone che il 10 giugno 1940 annunciò l'entrata
dell'Italia nella seconda guerra mondiale. I primi anni del
conflitto furono per Roma di relativa tranquillità; in questo
periodo venne attuata la bonifica delle paludi pontine che
infestavano il basso Lazio, e si potè così procedere alla
costruzione di un nuovo quartiere romano, terminato nel 1942 e
chiamato EUR (acronimo che significa Esposizione Universale Roma
1942). L'architettura dell'Eur, di tipo razionalisitco e con
denominazioni delle vie dal sapore futuristico, doveva non solo dare
lustro al fascismo e alla capitale dell'Impero, ma anche avvicinare
Roma al mare. Lo sbocco di Roma sul mare infatti avrebbe dovuto
inaugurare dell'epoca della Terza Roma: una nuova Urbe, dopo quella
degli antichi romani e quella dei papi. Ma questi progetti furono
accantonati per il sopraggiungere delle sconfitte in guerra, e della
caduta del fascismo.
Roma venne generalmente risparmiata dai bombardamenti degli Alleati
per la presenza della Chiesa cattolica sul suo suolo; ma il 19
luglio 1943 venne duramente colpito il quartiere San Lorenzo. Destò
impressione l'immagine del papa Pio XII, sceso in strada per dare
soccorso, con la tonaca bianca insanguinata. Dopo l'8 settembre 1943
Roma subì l'occupazione delle truppe tedesche, ma venne comunque
liberata molto prima rispetto alle altre città del nord-Italia.
La Roma di oggi riflette le stratificazioni delle epoche della sua
lunga storia, ma è anche una grande e moderna metropoli. Il vasto
centro storico contiene molti resti dell'antica Roma, poche aree
hanno resti medievali, ci sono molti tesori artistici dal
Rinascimento, molte chiese e palazzi barocchi, come molti esempi di
Art Nouveau, Neoclassico, Modernismo, Razionalismo e altri stili
artistici del XIX e XX secolo; la città si può considerare una sorta
di enciclopedia vivente degli ultimi 3000 anni di arte occidentale.
Il centro storico si identifica con i limiti delle antiche mura
imperiali. Alcune aree vennero riorganizzate dopo l'unificazione
(1880-1910, Roma Umbertina), e alcune aggiunte e adattamenti furono
effettuati durante il periodo fascista, con la creazione di Via dei
Fori Imperiali e Via della Conciliazione di fronte al Vaticano (per
la costruzione della quale larga parte del Borgo adiacente fu
distrutto); e la fondazione di nuovi quartieri (tra i quali Eur,
costruito in vista dell'Esposizione Universale del 1942), San
Basilio, Garbatella, Cinecittà, Trullo, Quarticciolo, e, sulla
costa, la ristrutturazione di Ostia) e l'inclusione di villaggi
confinanti (Labaro, Osteria del Curato, Quarto Miglio, Capannelle,
Pisana, Torrevecchia, Ottavia, Casalotti). Ciò ha determinato
un'estensione verso sud-est, lungo le vie Tiburtina, Prenestina,
Casilina, Appia Nuova. La città ha superato il corso dell'Aniene da
una parte e dall'altra si è spinta verso il mare, a nord-ovest ha
inglobato Monte Mario. Queste espansioni erano necessarie ad
affrontare la grande crescita della popolazione dovuta alla
centralizzazione dello stato italiano.
Durante la seconda guerra mondiale, Roma ha sofferto dei pesanti
bombardamenti (notevolmente a San Lorenzo) e di battaglie (Porta San
Paolo, La Storta) e venne considerata una "città aperta". Comunque,
a Roma fu risparmiata la completa distruzione accaduta a Berlino o
Varsavia. Roma cadde nelle mani degli Alleati il 4 giugno 1944
(stesso giorno dell'Eccidio della Storta).
Dopo la guerra, Roma continuò ad espandersi a causa della crescente
amministrazione e industria italiana, con la creazione di nuovi
quartieri e sobborghi e l'assetto urbanistico dato per merito
dell'Istituto Autonomo Case Popolari (progettisti l'ing. Massimo
Piacentini per lo IACP e l'arch. Gustavo Giovagnini) alla Garbatella:
ultima coerente sistemazione urbanistica della città di Roma. La
corrente popolazione è ufficialmente attorno ai 2,8 milioni, ma nei
giorni lavorativi si stima che superi i 3,5 milioni. È una crescita
notevole rispetto al passato, in quanto gli abitanti erano 138.000
nel 1825, 244.000 nel 1871, 692.000 nel 1921 e 1.600.000 nel 1961.
Tutto attorno alla città si è creata una rete di quartieri
periferici in continua espansione, che hanno creato una serie di
problemi sociali ed economici.
Roma ospitò le Olimpiadi del 1960, usando molti siti antichi come
Villa Borghese e le Terme di Caracalla come sedi. Per i giochi
olimpici vennero create nuove strutture, come il grande Stadio
Olimpico (che in seguito fu ancora rinnovato e allargato per
ospitare le qualificazioni e la finale della Coppa del Mondo di
calcio del 1990 della FIFA), il Villaggio Olimpico (creato per
ospitare gli atleti e trasformato dopo i giochi in un quartiere
residenziale).
Molti monumenti di Roma vennero ristrutturati dallo stato italiano e
dal Vaticano per il Giubileo del 2000.
Essendo la capitale dell'Italia, Roma ospita tutte le principali
istituzioni della nazione, come la Presidenza della Repubblica, il
Governo e i Ministeri, il Parlamento, le principali Corti
Giudiziarie, e le delegazioni diplomatiche di tutte le nazioni per
gli stati d'Italia e Città del Vaticano (curiosamente, Roma ospita,
nella parte italiana del suo territorio, l'ambasciata italiana di
Città del Vaticano, unico caso di un'ambasciata entro il confine del
suo stesso paese). Molte istituzioni internazionali hanno sede a
Roma. Istituzioni culturali, di scienza o umanitarie come ad esempio
la FAO.
Oggi Roma è una delle più importanti destinazioni turistiche del
mondo, a causa del suo immenso patrimonio archeologico e dei tesori
artistici, come per le sue tradizioni uniche, e la bellezza delle
sue viste e delle ville. Tra le sue risorse più interessanti, ci
sono musei in abbondanza (Musei Capitolini, Musei del Vaticano,
Galleria Borghese, e molti altri), chiese, costruzioni storiche,
monumenti e rovine del Foro Romano e delle Catacombe.
Tra le centinaia di Chiese, Roma ospita le cinque principali
basiliche della Chiesa Cattolica: San Pietro in Vaticano, San Paolo
fuori le mura, Santa Maria Maggiore, San Lorenzo fuori le mura e San
Giovanni in Laterano, sede della diocesi di Roma e centro spirituale
dell'intera Chiesa Cattolica. Il Vescovo di Roma è il Papa,
coadiuvato da un vicario (normalmente un cardinale) per la sua
attività pastorale.
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